Il Gruppo AC.EL. e la Computer Music in Campania
di Giancarlo Sica
* Premessa
* La storia del Gruppo AC.EL. : rapporto di attività
Nel vastissimo panorama dell' arte musicale contemporanea, la Musica Elettronica occupa ancora un posto molto ristretto ed apparentemente elitario: ciò continua ad essere causato da una serie di aspetti informativi estremamente carenti, oscuri ed a volte anche errati o contraddittori, nonché dalla pochissima diffusione attraverso concerti e supporti discografici, spesso introvabili. Le ragioni di tutto ciò vanno desunte dall' atteggiamento spesso assunto da una certa schiera di "addetti ai lavori", cioè alcuni musicisti e produttori, i quali ancora guardano nei confronti del mezzo elettronico (quale che sia) con diffidenza, sospetto, animati da pregiudizi e, quel che è peggio, quasi come un nemico da combattere e riguardo al quale diffondere tutta una serie di notizie 'false e tendenziose'. Il motivo per cui tutto ciò ancora accade ( a differenza degli altri paesi d'Europa e del mondo, ove la Musica Elettronica e l'Informatica Musicale costituiscono parte integrante della musica colta contemporanea in modo ormai ben affermato e consolidato) è, come già accennato prima, la mancanza di una corretta informazione ed una cultura storica relativa a tale movimento artistico.
Per introdurre il nostro discorso, è necessario inquadrare il fenomeno da un punto di vista storico ed evolutivo: è quindi bene sottolineare che la Musica Elettronica nacque sotto l'azione di una spinta culturale, un imperativo estetico-espressivo che coinvolse con ritmo sempre più serrato ed attento i compositori e gli interpreti, entrambi via via sempre più consci della necessità di far sì che il linguaggio musicale (ed i mezzi per esprimerlo) fossero sempre più in grado di offrire nuove possibilità espressive e stilistico-formali. Inoltre, non meno importante, va sottolineato il fatto che l' ambiente culturale musicale stesse portando alla luce in modo palese l'olisticità insita in sé. E' ben noto infatti a chiunque abbia cercato di analizzare una struttura musicale in tutte le sue componenti che essa va ben al di là del "semplice" aspetto emozionale, espressivo e strutturale, per connettersi invece con ogni branca dello scibile umano sia sul piano razionale che irrazionale: ed ecco quindi che "lo splendore della consapevolezza" ci mostra la totale interscambiabilità (sia sul piano notazionale che relativo alle forme compositive) della musica con la matematica, giusto per fare un esempio: e continuare l'elenco delle innumerevoli discipline scientifiche ed umanistiche con le quali la musica è intimamente collegata ci sembra superfluo e comunque non significativo nei confronti del target che vorremmo raggiungere con questo articolo.
Alla luce di quanto fin qui esposto, dovrebbero forse incominciare a diventare meno oscure le motivazioni che spinsero artisti e scienziati ad affrontare insieme, per mezzo di una interdisciplinarietà non sempre facile, il duro cammino della sperimentazione e della ricerca, spesso derisi ed addirittura calunniati da chi, per ignoranza o malafede, vedeva in questo movimento 'la negazione della musica' o 'un insieme di suoni privi di senso', sia perché non aveva la necessaria umiltà (e cultura di base) che è richiesta per studiare (anche se in forma non complessa, s'intende) le varie discipline (acustica, elettronica, matematica, fisica, informatica) necessarie per approcciare correttamente la disciplina in questione, sia perchè non subiva la pressione intellettuale che animava il vero motore culturale musicale che da sempre è la base di qualsiasi processo evolutivo in tale ambito, e cioé compositori ed interpreti desiderosi di esplorare con onestà le nuove strade con le loro ricerche, che contrappongono un universo dinamico e consapevole con uno asfittico e sclerotico, incapace di distaccarsi dalle pochezze del suo ambito e timoroso nei confronti di ogni cambiamento. Dopo questa brevissima digressione nell' ambito critico, è il caso di ritornare ad esplorare gli spazi cognitivi della Musica Elettronica, affrontando subito il tema relativo alla micro e macrostruttura del suono.
Per poter parlare correttamente di queste due modalità di approccio al problema, ci sembra necessario ricordare che l' idea base del movimento era la creazione di nuovi materiali sonori e di nuove forme, nonché di nuovi strumenti per gestirli, non negando né rifiutando il passato, ma concedendo all' arte musicale la sua naturale ed inevitabile evoluzione: è chiaro che una simile trasformazione dovesse passare attraverso una fase di analisi, autocritica e sperimentazione a volte anche 'selvaggia', indispensabile per individuare con chiarezza i percorsi più interessanti e produttivi. Quindi il passo successivo da compiersi per chiarificare il problema è la definizione del concetto di ‘struttura’: in senso lato, questo termine è un sinonimo di "processo" e di "forma", e come tale, per estensione, microstruttura è sinonimo di elemento ( o gruppi di elementi ) base in relazione logica, gerarchica od empirica con altri elementi o gruppi di elementi, mentre macrostruttura è sinonimo di insieme comprendente tali elementi e le regole per gestirli. Poiché l’uso di tali termini è piuttosto invalso, andrebbe puntualizzato il fatto che da un punto di vista strettamente musicale, nell’ ambito della forma stessa, o "macrostruttura", si intende per "microstruttura" l’evento minimo di base, mentre in ambito scientifico ci si riferisce alla "macrostruttura" come all’ oggetto in sé, e alla sua "microstruttura" come alla scomposizione analitica dello stesso nei suoi elementi costitutivi.
Nell’ ambito della Musica Elettronica, si tende a riferirsi alla "macrostruttura" come al processo musicale nella sua completezza di sviluppo, al più alto livello di rappresentazione, mentre la "microstruttura" è vista sia come rappresentazione dell’ evento sonoro singolo, sia come frammentazione delle sue caratteristiche spettrali e temporali: in altre parole, ai suoi parametri di controllo (frequenza, durata, caratteristiche spettrali, distribuzione spaziale, dinamica evolutiva). Senza addentrarci ulteriormente in dettagli, dovrebbe bastare questa semplice serie di definizioni per illustrare già abbastanza drammaticamente quali obiettivi eccezionalmente complessi si sia prefissata la Musica Elettronica, e come per perseguirli abbia dovuto (e debba) affrontare sforzi intellettuali veramente inauditi.
Moltissimo si potrebbe ancora dire sugli strumenti, sul feedback che gli stessi hanno prodotto e producono su compositori ed interpreti in termini di stimolo alla ricerca sia formale che espressiva, e di come l’attività di studio ferva in tutto il mondo, andando invece piuttosto a rilento in Italia e soprattutto nel Meridione, per le solite ragioni di provincialismo culturale e grettezza mentale. La speranza è che l’interesse culturale destato da questa disciplina riesca comunque anche da noi a diventare compiutamente uno dei propulsori principali nell’ ambito della ricerca interdisciplinare per ciò che riguarda l’evoluzione dello studio della musica. Nel prossimo paragrafo cercherò di descrivere in forma per quanto possibile sintetica la storia e l'evoluzione del Gruppo dai suoi albori fino ad oggi.
La storia del Gruppo AC.EL. : rapporto di attività
La storia del gruppo di Elettroacustica del Dipartimento di Scienze Fisiche dell’ Università di Napoli ha inizio intorno al 75/76, e la premessa dell’ attività nell’ ambito della Computer Music di questro centro di ricerca è indubbiamente legata al nome del Prof. Giuseppe Di Giugno, affiancato dal M° Antonio De Santis. Grazie al lavoro del Prof. Di Giugno, viene realizzato il capostipite di tutta una serie di sistemi per la sintesi del suono in tempo reale, chiamata 4A. Nel ‘77 il Prof. Di Giugno si trasferisce all’ IRCAM di Parigi, ove vige una situazione caratterizzata da consistenti finanziamenti ed una più ampia apertura culturale relativamente a queste tematiche di ricerca. Nonostante tutto, l’ attività del gruppo AC. EL., sia pure attraverso mille difficoltà, prosegue con il conseguimento di significativi risultati: proprio in questo periodo viene realizzato un sistema per la sintesi del suono in tempo reale con 64 oscillatori e 4 canali di uscita, che utilizza come host computer un vecchio calcolatore Digital PDP 15. Con questo sistema il M° Fausto Razzi realizza nel ‘78 una composizione che viene presentata alle "Giornate di Musica Contemporanea" di Cagliari e successivamente in Canada durante una rassegna internazionale di Computer Music. Nel 1980 l’organico del gruppo risulta formato da un professore associato, Aldo Piccialli, e due ricercatori, l’ Ing. Sergio Cavaliere e la Dott. Imma Ortosecco. Questa presenza accademica avrebbe consentito, negli anni a venire, lo sviluppo sia di alcune tematiche relative alla elaborazione dei segnali digitali (non più unicamente limitate alla sola acustica musicale), sia di numerosi aspetti didattici rivolti all’ hardware, il software e lo studio di algoritmi relativi al Digital Signal Processing (DSP).
Questo tipo di approccio, culturalmente vantaggioso, avrebbe quindi permesso di vedere inserita l’ attività di ricerca della Computer Music in una Facoltà di Scienze, aspetto questo particolarmente sottolineato dale numerose tesi di laurea sviluppate in quest’ ambito disciplinare, che andavano ( e vanno tutt’ora) a testimoniare l’interesse destato dallo studio del mondo dei suoni. Negli anni 81/82 l’ Ing. Sergio Cavaliere ed un laureando, Sossio Vergara, realizzano un elaboratore in tempo reale per la sintesi del suono, chiamato TROLL, costituito da 80 oscillatori ed 80 modulatori d’ ampiezza che utilizza come host computer uno dei primi personal computer, un Apple II, basato sul microprocessore ad 8 bit 6502 con clock ad 1 MHz: questo è il primo di una serie di apparati che seguono una precisa filosofia realizzativa del gruppo, che tende alla creazione di sistemi per la Computer Music che siano economicamente accessibili a schiere sempre più folte di ricercatori e musicisti. Sempre in questo periodo, l ‘ Ing. Sergio Cavaliere e Lorenzo Papadia studiano e realizzano un sistema automatico di interazione tra musica, movimenti ed altri elementi scenici: questo progetto, presentato tra l’altro al Festival dei Due Mondi di Spoleto, si inserisce nel campo dell’ Informatica Musicale con l’intento di sperimentare una più complessa interazione tra l’uomo ed il computer ed un controllo simultaneo di più aspetti di un evento artistico nelle sue varie modalità sonore e visive.
Nei primi anni ottanta, la ricerca di questo ed altri laboratori si orienta verso lo sviluppo di tecniche di sintesi atte a creare suoni complessi partendo da pochi parametri di controllo: viene quindi progettato un sistema di sintesi a distorsione di fase (Piccialli, Cavaliere, Evangelista) , chiamato PSO-TROLL, in grado di produrre 32 voci, che verrà presentato all’ ICMC di Parigi. Si può situare in questo contesto storico la fase conclusiva del periodo pionieristico della Computer Music, poiché incomincia ad incombere in maniera prepotente il mondo industriale anche in quest’ ambito, realizzando una serie di prodotti ( sia buoni che cattivi ), azione che provocherà una forte riduzione degli spazi relativi alla ricerca applicata, con molte conseguenze negative sia di ordine scientifico che musicale: la ricerca stessa viene quindi ricondotta alla matrice naturale del Digital Signal Processing, dell’ acustica musicale, dell’ intelligenza artificiale applicata alla musica e così via. D’ altro canto, La Computer Music non è più confinata nei vari laboratori di ricerca sparsi per il mondo ma è già in grado di produrre opere che possono essere apprezzate anche da un pubblico di non ‘addetti ai lavori’.
Seguendo questa fase evolutiva, il gruppo AC.EL. organizza nell’ ottobre dell’ 85 il VI Colloquio di Informatica Musicale, ove vengono invitati esperti internazionali delle varie discipline connesse alla Computer Music ai quali, restando nell’ ambito dell’ elaborazione digitale dei segnali e per favorire comparazioni interazioni nella ricerca, vengono affiancati esperti nell’ elaborazione digitale delle immagini e di intelligenza artificiale: già allora si intravvedeva la grande possibilità di espansione artistico-scientifico-creativa offerta dall’ integrazione di queste discipline in un unico ambiente interattivo, ambiente che sarebbe poi sfociato in certi aspetti della Realtà Virtuale. Risale a questo periodo il mio inserimento ufficiale nel gruppo per ciò che concerne le tematiche di ricerca musicale relativamente agli aspetti compositivi e sui linguaggi relativi alla produzione e controllo di micro e macro-strutture sonore: proprio durante il succitato Convegno vengono presentati tre miei lavori, realizzati sui due sistemi di sintesi in tempo reale TROLL e PSO-TROLL precedentemente citati, che sono: "Cantata (ex machina)" per soprano e computer, "Arcana" e "Timesteps" per computer solo, i quali verranno successivamente presentati anche in altre rassegne internazionali. Nel nostro laboratorio, nello stesso periodo, anche il collega Enrico Cocco realizza alcune sue composizioni presentate sia nel convegno di Villa Pignatelli che in altre manifestazioni di Computer Music.
L’attività di ricerca continua comunque sempre più attiva, e negli anni 85/86 diventano oggetto di ricerca la sintesi di strutture formantiche e lo studio delle tecniche relative alla sintesi granulare : riguardo a queste tematiche viene presentato un modello di sintesi acustica mediante risuonatori paralleli durante un Workshop a New York (" On applications of Signal Processing to Audio and Acoustics"). Nasce in questo periodo la collaborazione con il Prof. Curtis Roads, musicista, ricercatore, ed allora Editor del Computer Music Journal edito dall’ MIT Press (Massachusetts Institute of Technology), che porterà a vari, fecondi sviluppi: nel 1987 il Prof. Roads viene invitato, quale professore a contratto, a svolgere presso il nostro Dipartimento di Fisica un corso di Computer Music. I confini dell’ interazione nello studio delle tematiche relative alla Computer Music si dilatano sempre di più, ed ancora in questo periodo, congiuntamente all’ opera del Prof. Roads, del nostro Gruppo e dell’ Università di Padova, si realizza uno studio critico sulla sintesi granulare sincrona.
Nel 1988 viene organizzato dal nostro Gruppo a Sorrento un Workshop internazionale sulla rappresentazione dei segnali musicali e della voce cantata, che desta molto interesse nel mondo scientifico e musicale per la qualità e quantità di nuove proposte nei vari ambiti disciplinari. Viene quindi proposto, ed accettato per la pubblicazione dal MIT, un libro relativo a queste tematiche, dal titolo: "Representation of Musical Signal", 1990 MIT Press - De Poli, Piccialli, Roads, Editors. Nella prospettiva offerta dalla collaborazione tra vari gruppi relativamente ad aspetti di interesse comune, sempre nel 1990 viene costituito un centro di ricerca interdisciplinare ed interdipartimentale costituito dal nostro Gruppo, dal Gruppo di Fonetica del Dipartimento di Filologia Moderna, e dal Gruppo di Audiologia del Dipartimento di Scienze Relazionali, denominato CIRASS, al fine di coordinare e potenziare le risorse e le attività nel campo della produzione e dell’ analisi e sintesi della voce e dei segnali musicali. Riguardo alle prospettive di ricerca, si sono attivati da allora due filoni paralleli ma altamente interattivi riguardanti il Digital Signal Processing e lo studio dei linguaggi musicali: per ciò che concerne il primo punto, le tematiche sono:
• studio di strutture wave filter e applicazioni per la realizzazione di modelli fisici per strumenti musicali;
• sistemi per l’analisi e la sintesi della voce e dei suoni musicali tramite l’uso del programma KLATT dell’ MIT opportunamente modificato;
• realizzazione in software di una stzione di analisi e sintesi musicale basata sulle tecniche di rappresentazione dei segnali time-scale.
Riguardo agli aspetti più strettamente di interesse musicale, si sono perseguite le seguenti strade, da me personalmente sviluppate:
• Potenziamento e sviluppo dei linguaggi di sintesi per macchine virtuali (tipo Csound, Cmusic, etc. );
• Studio e sviluppo di sistemi e linguaggi per la rappresentazione dei segnali musicali ( in ambito ambiti micro- e macrostrutturale)
• Studio e sviluppo di sistemi per l’interazione in tempo reale del musicista con l’ elaboratore.
Proseguendo nell’ attività di confronto e discussione, nell' ottobre del '92 il nostro Gruppo organizza, in collaborazione con il Dipartimento di Informatica di Padova, il Prof. Curtis Roads ed il Prof. Stephen Pope del MIT, un convegno dal titolo "International Workshop on Representation of Musical Signals", che ottiene unanimi e positivi riscontri e consensi a livello internazionale, ed al quale ho partecipato in qualità di invited speaker con un paper relativo ai problemi connessi alla rappresentazione basata su computer di processi musicali. (Gli atti del convegno saranno pubblicati sotto forma di un secondo libro sempre dall' MIT Press presumibilmente nel Marzo '95). Nello stesso periodo, il nostro Gruppo attiva una fruttuosa collaborazione con il centro di ricerca IRIS, diretto dal Prof. Di Giugno, ove vengono sviluppati sistemi di analisi/sintesi hardware/software per la realizzazione di workstation operanti in tempo reale ed utilizzabili sia a livello di produzione musicale, che di ricerca scientifica: uno di tali apparati, la workstation MARS SM 1000, è in dotazione del nostro Gruppo a fini di ricerca, produzione musicale ed aspetti didattici inerenti la musica e l' acustica.
Continuando l'opera divulgativa ed informativa inerente le tematiche e le prospettive della Computer Music, nel periodo tra novembre e dicembre '92 il nostro Gruppo, in collaborazione con la sede RAI della Campania, e l' Accademia Musicale Napoletana, organizza la Rassegna "Musical Networks", ideata e condotta da me e dal Direttore Artistico della sede RAI della Campania, M° Massimo Fargnoli. Tale rassegna, sotto forma di un forum artistico-scientifico, ha visto la partecipazione dei più prestigiosi scienziati e musicisti inerenti la musica contemporanea, basti pensare allo stesso Prof. Curtis Roads, all' Ing. Robert Moog, (l'inventore del sintetizzatore analogico a controllo in tensione), che ha presentato in prima assoluta europea la sua tastiera sensitiva a controllo multiplo, una vera rivoluzione nel controllo del suono tramite tastiera, al M° Franco Donatoni e numerossimi interpreti, sempre in fase interattiva con il pubblico, al fine di illustrare come si sia ampliata, grazie all' Informatica Musicale, questa affascinante interazione profonda tra pensiero scientifico e musicale. Durante questa rassegna ho presentato la mia composizione per voce recitante e computer "Kane no koe", basata su di una poesia giapponese nello stile heike monogatari , e generata per mezzo di un programma da me ideato e realizzato volto ad esplorare le possibilità offerte da forme compositive basate su di un' aleatorietà controllata.
Nel mese di luglio del corrente anno, su invito del Direttore Artistico dell’ Università Popolare di Caserta, è stata eseguita la mia composizione "Particles" per computer solo, con spazializzazione quadrifonica, in cui sono state esplorate alcune possibilità della sintesi granulare asincrona, della sintesi additiva ed FM in modalità avanzata, tutte realizzate tramite strumenti virtuali da me sviluppati mediante il linguaggio Csound del MIT. L' attività di espansione nella didattica e nella ricerca musicale ha determinato il fatto che, attualmente, il nostro Gruppo ed il Dipartimento Artistico dell' Università Popolare di Caserta abbiano avviato le premesse per la costituzione dell' AUDIO Lab, laboratorio di ricerca, didattica e produzione musicale, del quale ho l'onore di essere il direttore responsabile: tale struttura ha l'intendimento di colmare una grave lacuna nel panorama didattico musicale campano, vale a dire la mancanza di un serio corso di Musica Elettronica rivolto a musicisti che intendano affrontare questo impegnativo settore della musica contemporanea. Dopo questa cronologia artistico - scientifica sulle attività del Gruppo AC. EL., vorrei rapidamente esaminare, nel successivo paragrafo, il concetto di grano e di sintesi granulare, che promette di essere una vera e propria rivoluzione relativamente al modo di pensare l'oggetto sonoro .
Per cominciare, vorrei invitare il lettore a rileggere nella premessa quanto detto a proposito di macro e microstruttura: ciò detto, vorrei tentare di descrivere, senza l' aiuto di formule o grafici, ciò che si intende per grano . Un grano è un evento acustico di durata molto breve, con una durata prossima al limite della percezione uditiva umana (che tipicamente è di alcuni millisecondi). Per creare un suono di elevata complessità e dinamicità ( e che quindi vari la sua struttura spettrale nel tempo), secondo la filosofia della sintesi granulare asincrona, è necessario unire insieme un elevato numero di grani. Questo significa che il singolo grano è l' elemento costituente e più elementare di un evento sonoro composto da un certo numero di grani stessi. Già di per sé l'idea è affascinante: volendo fare un paragone con la fisica, il nostro grano costituisce la particella elementare, l'oggetto base, e riunisce in sé tutte le caratteristiche di ciò che poc'anzi definivamo elemento microstrutturale: è dotato di una propria frequenza di pitch (altezza), una ampiezza, una durata, un proprio contenuto spettrale (timbro), ed una eventuale propria collocazione spaziale: una sorta di quanto acustico. Questa idea di rappresentazione granulare nasce dalla mente del fisico inglese Dennis Gabor, che pubblicò sull' argomento due brillanti articoli nel 1946 e 1947, dove propugnava il concetto che fosse possibile rappresentare qualsiasi tipo di suono tramite l'appropriata combinazione di migliaia di grani.
Negli anni '60 il compositore Iannis Xenakis riprende quest' idea descrivendo in questo modo un suo modello di sintesi granulare: "Ogni genere di suono, anche variante dinamicamente nel tempo, va visto come se fosse costituito tramite un assemblaggio di un grande numero di suoni elementari adeguatamente disposti nel tempo. Nel tempo di attacco, sostegno, e decadimento di un suono complesso, appaiono migliaia di suoni 'puri' (di tipo cioè sinusoidale) in un più o meno corto intervallo di tempo Æt. " Xenakis propugna anche l'idea degli screens , una sorta di intervalli di tempo all' interno dei quali vengono distribuiti in maniera statistica migliaia di grani. Ecco quindi, tramite lo screen , apparire l'idea dell' evento formato da molti, elementari, elementi costitutivi. Nella sintesi granulare asincrona il risultato sonoro finale di ogni evento è quindi prodotto da molte sequenze di grani parallele le una alle altre ove i grani stessi sono distribuiti statisticamente o pseudocasualmente in maniera non sincrona appunto tra i grani stessi e/o le sequenze . Ma la visione di Xenakis non può ancora attuarsi per la mancanza della tecnologia necessaria: solo più tardi, negli anni '70, il compositore Curtis Roads riuscirà mediante calcolatore a produrre le prime composizioni ottenute con la sintesi granulare. Col passare degli anni, molti altri scienziati e compositori (compreso chi scrive) si sono avvicinati allo studio di questo sistema di sintesi che, sia per la sua eleganza formale rispetto ai modelli micro e macrostrutturali, sia per l'enorme potenza di elaborazione sonora che offre, ha affascinato ed affascina tuttora, a discapito del suo enorme costo computazionale, perché, più che unicamente un sistema di sintesi, costituisce una filosofia operativa nel concepire e comporre una composizione musicale.