PARITA' DI GENERE

GRUPPO DI LAVORO  DEL BILANCIO DI GENERE

Antonella Liccardo
(Coordinatrice del Gruppo di lavoro) Ricercatrice del Dipartimento di Fisica; Presidentessa del Comitato Istituzionale di Indirizzo  del progetto GENOVATE;   componente del team del progetto GENOVATE. 
 
Maria Carmela Agodi
Professoressa Ordinaria di Sociologia Generale; Coordinatrice del Research Network RN33-Women's and Gender Studies della European Sociological Association; componente del team del progetto GENOVATE. 
 
Angela Gargano
Prima Ricercatrice dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare;   componente del Comitato Istituzionale di Indirizzo del progetto GENOVATE. 
 
Mariarosaria Masullo
Presidentessa del Comitato Unico di Garanzia dell'Istituto   Nazionale di Fisica Nucleare; componente dell'International Advisory Board del   progetto GENOVATE. Prima Ricercatrice dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare;  
 
Ilenia Picardi
Assegnista in Studi di genere nella scienza presso il   Dipartimento di Fisica; Project Manager del progetto GENOVATE. 
 
Ofelia Pisanti
Ricercatrice del Dipartimento di Fisica; Coordinatrice Scientifica del progetto GENOVATE.
 

 

GENOVATE (Transforming Organizational Culture for Gender Equality in Research and Innovation) è un progetto europeo finanziato nell'ambito del Settimo Programma Quadro della durata di 4 anni (Gennaio 2013 – Dicembre 2016).

 

Il documento "Il Bilancio di Genere@UNINA" è scaricabile qui

 

Si riporta di seguito la presentazione al volume da parte del gruppo di lavoro:

"Senza i dati la questione di genere non esiste". Con queste parole Teresa Rees, tra le maggiori esperte europee della tematica Women in Science, durante la Convention 2014 di GENOVATE , sottolineava l'importanza del monitoraggio della presenza delle donne nelle istituzioni scientifiche per la diffusione di una consapevolezza della dimensione di genere nell'accademia e nella ricerca. In effetti, già nel primo anno di progetto, il team di GENOVATE@UNINA aveva definito la redazione del Bilancio di Genere come una delle azioni prioritarie del Gender Equality Action Plan convinzione che l'elaborazione e la comunicazione delle statistiche di genere fossero conditio sine qua non per un cambiamento culturale e strutturale dell'istituzione accademica che portasse all'affermazione di condizioni reali di pari opportunità tra donne e uomini. Oggi il primo Bilancio di Genere dell'Università Federico II restituisce una fotografia della composizione dell'Ateneo Federiciano in cui il gap di genere appare ancora non risolto. In accordo con la tendenza europea evidenziata nell'ultimo rapporto di She figures 2015 (il report triennale della Commissione Europea che descrive la presenza femminile nelle istituzioni scientifiche) anche nel nostro Ateneo si è registrato un aumento nel numero di donne che intraprendono il percorso universitario fino a conseguire il dottorato di ricerca, ma le posizioni apicali dell'accademia e alcuni domini del sapere restano tuttora di dominio maschile. Questo dato fornisce indicazioni molto chiare dell'esistenza di ostacoli culturali e strutturali che determinano, da un lato, l'abbandono della carriera scientifica da parte delle donne, e dall'altro il persistere nelle istituzioni di una forte segregazione orizzontale e verticale, con alcune aree e posizioni ad appannaggio solo di un genere.   
 
Le disparità di genere sono un fenomeno sistemico delle organizzazioni scientifiche che si affianca, si sovrappone e si interseca con altre disuguaglianze strutturali, e che non si risolve spontaneamente con l'evoluzione dei sistemi sociali. Per questa ragione la Commissione Europea ha ribadito la necessità di iniziative concrete mirate alla valorizzazione delle diversità. Le azioni del GEAP di GENOVATE@UNINA, come il Bilancio di Genere e le altre iniziative descritte nella Sezione G del presente documento, ne sono un esempio. In questi anni il progetto GENOVATE ha sviluppato un sistema di scambio di conoscenze in ambito europeo e costruito un network internazionale sugli studi e sulle azioni sul genere, divenendo così un riferimento nel panorama degli atenei e dei centri di ricerca italiani. E' obiettivo del team di GENOVATE fare il possibile perché le conoscenze e le metodologie sviluppate restino un patrimonio dell'Ateneo Federico II e il Bilancio di Genere, che qui si presenta, non rimanga un documento isolato. La fase finale del progetto prevede, infatti, la costituzione di un Osservatorio di Genere di Ateneo sull'Università e la Ricerca: un organismo di ricerca che, in continuità con il lavoro svolto dal team di GENOVATE@UNINA e in collaborazione con il CUG e gli altri organismi e centri di Ateneo, avrebbe il compito di analizzare l'evoluzione temporale della composizione di genere della Federico II, di promuovere ricerche che integrino la dimensione di genere nello studio dei sistemi di elaborazione, valutazione e comunicazione della ricerca scientifica e tecnologica,  e di valorizzare e sostenere il percorso scientifico delle categorie sottorappresentate. In questo contesto, il Bilancio di Genere, se redatto periodicamente, rappresenterà un importante supporto alla valutazione delle azioni promosse per il raggiungimento di una maggiore equità di genere ed alla rilevazione del cambiamento.
 
Attrarre più donne nelle aree di ricerca in cui sono sottorappresentate e favorire il riequilibrio dei rapporti tra i generi, laddove questi sono più squilibrati, non significa forzare preferenze e attitudini, ma contrastare stereotipi e ostacoli sociali a un corretto dispiegamento delle capacità e dei talenti di ciascuno, rendendo le organizzazioni accademiche e della ricerca più sensibili all'armonico sviluppo delle persone e delle strutture sociali. Significa favorire un più bilanciato dispiegamento anche delle linee di ricerca perseguite; introdurre un più ampio ventaglio di dimensioni nella costruzione degli indicatori cui si fa attenzione nella valutazione della didattica e della ricerca; costruire nella concretezza dell'esperienza universitaria e accademica un rapporto con i contesti sociali, economici e culturali con cui essa entra in relazione che faccia riconoscere, a ciascun interlocutore, nell'Università il luogo più adeguato all'elaborazione e alla trasmissione responsabile dei saperi e delle conoscenze. Questi sono i valori attraverso cui la società migliora la capacità di progettare se stessa e di proiettarsi consapevolmente verso un futuro sostenibile.